Affitti universitari: nove consigli per cercare casa

L’estate dopo il liceo è la più lunga della vita, quella segnata dagli esami di Stato e da una decisione che condizionerà in qualche modo il futuro: la scelta dell’università da frequentare. Se poi l’Ateneo in cui desideri specializzarti si trova in un’altra città, hai anche l’esigenza di trovare casa. Ecco allora nove consigli per muoverti nella giungla degli affitti universitari, prima di cominciare la tua nuova avventura accademica.

 

Affitti universitari

Affitti universitari: nove consigli per cercare casa

 

  • 1) Individua esattamente la zona in cui si trova l’università che hai scelto di frequentare e decidi se e quanto allontanarti dall’Ateneo. Sarà fondamentale studiare come sono organizzati i mezzi di trasporto pubblici in città ed il tempo che separa la tua casa dall’università.

 

  • 2) Oltre alla comodità della zona, segna per ogni tipologia di appartamento che visiterai tutto ciò che giudichi indispensabile e a cui non puoi proprio rinunciare. Ad esempio la connessione wi-fi, la lavatrice o la lavastoviglie, la possibilità di portare un animale domestico o l’ascensore.

 

  • 3) In base al budget che hai a disposizione, valuta subito se tra gli affitti universitari puoi cercare un monolocale tutto per te o scegliere una stanza doppia o singola. Considera con quante persone al massimo vuoi vivere e se preferisci un’abitazione con pochi o molti inquilini. Potenzialmente, il numero ideale per una convivenza è 3/4 persone.

 

  • 4) Una volta stilata una lista delle priorità a cui non vuoi proprio rinunciare, buttati a capofitto nella tua ricerca, spulciando giornali di annunci e siti specializzati.
Affitti universitari

 

  • 5) Se l’immobile ti convince, le condizioni economiche sono giuste, la zona ti piace, gli inquilini ti ispirano, è il momento di firmare la proposta di locazione e di dare la caparra. È fondamentale però decidere quando ci sarà la stipula del contratto vero e proprio e cosa succede in caso di ritiro di una delle due parti. Cosa accadrà quindi se sei tu a cambiare idea o se è il proprietario a ritirarsi.

 

  • 6) Se hai notato che in casa ci sono porte rotte, finestre difettose o armadi scheggiati, fotografa tutto e invia le immagini al proprietario, oppure metti tutto per iscritto sul contratto. Non rischierai così di risarcire somme per danni mai commessi. Se subentri in un appartamento già abitato, immortala anche i contatori: eviterai di pagare conguagli che spettano ad altri.

 

Affitti universitari

  • 7) Alla firma del contratto, leggi tutte le clausole presenti. Questo è fondamentale per istituire un sereno rapporto di locazione. Controlla attentamente le date, la disdetta, le garanzie, le scadenze e le spese accessorie che ci sono.

 

  • 8) Se ti affidi ad un’agenzia non dovrai affrontare le pratiche post contrattuali. In ogni caso il tuo contratto andrà registrato, avrà un relativo numero di registrazione e pagherai o meno le spese di registrazione a seconda che il proprietario scelga la cedolare secca (gratuita) o l’IRPEF (dove pagherai i costi al 50%).

 

  • 9) Indipendentemente dalla tipologia contrattuale stipulata, nella prossima dichiarazione dei redditi i tuoi genitori avranno la possibilità di portare in detrazione una percentuale di quanto pagato per il tuo canone mensile.

 

Affitti universitari

AFFITTUARIO O PROPRIETARIO: CHI PAGA COSA?

La ripartizione delle spese è la prima causa di litigi fra locatari e inquilini. Il condominio, la manutenzione dell’ascensore, le riparazioni di caldaia, rubinetti e sanitari, la cura di porte e infissi: chi paga se la casa è in affitto, il proprietario o l’affittuario?

Secondo il Codice Civile tutte le spese di manutenzione ordinaria sono a carico dell’affittuario, mentre le spese straordinarie, dovute a eventi esterni, adeguamenti legislativi o calamità spettano al proprietario. Le manutenzioni ordinarie di caldaie e climatizzatori, ad esempio, comprese le riparazioni, toccano all’affittuario.

Al contrario, in caso di sostituzione dell’intero apparecchio per obsolescenza o adeguamento normativo, è il proprietario a farsi carico della parcella del caldaista. Le cose cambiano quando nel contratto di locazione vengono inserite, nero su bianco, disposizioni differenti.

Più in generale si può affermare che le spese per installare o costruire qualcosa che non c’era spettano al proprietario; quelle per pulire, riparare in seguito a usura e mantenere in buono stato l’immobile toccano all’inquilino.

Clicca qui per conoscere cosa sapere prima di firmare un contratto di locazione.
Cerchi casa? Collegati su Secondamano.it, seleziona la zona di interesse e buttati a capofitto tra gli annunci di affitti universitari!